Allarme Coronavirus, la nuova epidemia, da molti definita addirittura la peste del nuovo decennio, è il nuovo argomento di massima priorità su ogni giornale, trasmissione o chicchessia. Si tratta di una situazione delicata, certamente preoccupante, ma che va trattata con il giusto peso, senza sopravvalutarla né tanto meno sottovalutarla. In questo l’informazione giornalistica dovrebbe essere molto utile, ma sembra invece che ognuno stia traendo le informazioni che vuole da ciò che legge o sente, e questo ha scatenato, con l’ausilio di una diffusa disinformazione, una psicosi generale, che sta mettendo a soqquadro molti stati. Ma torniamo un attimo indietro… il COVID-19, meglio come conosciuto come coronavirus, è appunto un virus che sembra essersi diffuso in seguito al contatto con della pelle infetta di un serpente da parte di uno o più individui in cina, con una conseguente diffusione su larga scala che ha portato il numero di contagiati da poche centinaia agli attuali 24.000 registrati. Pochi giorni fa l’epidemia ha in qualche modo raggiunto l’italia, portando immediatamente più di 100 infetti nel nord e già 2 morti. Tutto ciò ha scatenato una confusione e un panico generale, che ha portato ad un immediato intervento del ministro della sanità con una serie di nuove normative, fra cui chiamare il 118, 112 o 1500 in caso si manifestino i sintomi del virus, e in tal caso evitare assolutamente di recarsi in ospedale. Oltre a questo sono state chiaramente rilasciate nuove imposizioni, fra le quali l’annullamento assoluto di tutte le gite scolastiche e l’introduzione di nuovi controlli e della quarantena volontaria. Sfortunatamente l’ignoranza ha portato molti a confondere le precauzioni con delle soluzioni drastiche e ridicole, come l’esclusione spesso immotivati di tutte le persone cinesi dalle attività quotidiane, bambini allontanati dalle scuole e casalinghi cinesi più vuoti del solito. Inutile dire che tutto ciò è derivato da una diffusa psicosi, e personalmente riteno che l’unica soluzione sia evitare il contatto con possibili infetti e applicare alcune precauzioni quotidiane a partire dal lavaggio più frequente delle mani, che sembra essere più efficace delle mascherine.

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