Certe volte un’idea può far vendere, un’intuizione può portare clienti, una visione anticonvenzionale può portare guadagno e dar voce a una forma d’arte.
Si, perché spesso, nel mondo gastronomico, abbinare la qualità con la fantasia, può voler dire far vivere una vera e propria esperienza al cliente.
Tutto ovviamente va fatto rispettando le norme internazionali, offrendo un servizio che sia sinonimo di ricerca ed attenzione ai dettagli.
Altrimenti, non specificando la veridicità del prodotto, attraverso un etichetta o una qualche altra indicazione, ci si sta prendendo gioco del cliente, illudendolo e derubandolo.
Questo è quello che è accaduto in Inghilterra, a Londra: un locale ha allestito un “bancomat di prosecco”, ovvero una vero e proprio sportello da cui fare un prelievo del nostro tanto famoso vino frizzante.
Cosa che ha fatto infuriare il nostro ministro dell’agricoltura, che prontamente si è opposta all’accaduto, forzando poi per una rimozione della postazione. Le motivazioni sono chiaramente il fatto che così facendo si va incontro ai clienti, e a coloro che il prosecco lo producono. Infatti senza nessuna etichetta, non si può esser sicuri che ciò che si sta pagando per originale lo sia davvero.
Non si sta assolutamente puntando il dito contro la vineria, che magari voleva soltanto rendere piacevole e alternativa una vicenda del genere.
In ogni caso, è giusto tutelare un prodotto che è il frutto di un lavoro di una o più persone, sia per il produttore, che allo stesso tempo, per colui che poi sarà il consumatore dell’alimento.

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