In molti paesi avviene una mercato basato su prodotti che a occhio sembrano prodotti in Italia ma che in realtà sono tutto fuorché Made in Italy. Sono il risultato dell’agro pirateria che fatturano circa 60 miliardi di euro all’anno detto Italian sounding: consiste nel creare un prodotto marchiato Made in Italy ma che, come spiegato prima, sono tutto fuorché prodotti in Italia. Questa pratica è impiegata nei formaggi, come il parmigiano e mozzarella, salumi come il prosciutto e la mortadella e anche negli oli, le conserve, gli ortaggi e la pasta. Vengono prodotti in America, alcuni paesi in Europa e In Asia e Oceania. Ormai non si preoccupano neanche di mascherare questi prodotti imitando il nome della marca originale. Vari esempi sono: “Dobro Salama Napoli” in Croazia, “Mortadela siciliana” in Canada, “Spaghetti napoletana” in Belgio “Chapaghetti” Koreani. Anche il vino viene replicato, sono un esempio “Tuscan moon” (Falso Chianti) e falsi Barbera e Prosecco in Romania e Bulgaria. Oltre a recare danni al consumatore, questi falsi made in Italy, tolgono posti di lavoro a più di 300.000 e oltre 60 miliardi di euro al nostro Paese, cifra che peserebbe molto a tantissime aziende. Inoltre i consumatori, pensando che l’effettivo Made in Italy sia quello all’estero, nel momento che vengono nel nostro paese, per paura di una possibile frode, evitano il cibo marchiato con il vero Made in Italy.

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