Sono ormai anni che le truffe si stanno tracciando come un fenomeno assai increscioso. Un esempio di tale situazione è ciò che è avvenuto a Londra, dove, dopo una settimana di attività, è stato rimosso l’APM (automatic prosecco machine), in altre parole il bancomat del Prosecco. Posto nella famosa via londinese Grace Church, poco distante dal monumento che ricorda l’incendio di Londra del 1666, aveva il ruolo di erogare Prosecco. Questa “ Bank of  bubbles” (banca delle bollicine), così la chiama la popolazione inglese, ha suscitato la rabbia del Consorzio di tutela del Prosecco Doc, a tal punto da inviare formalmente una protesta nei confronti degli inventori di APM. Secondo quanto riportano alcune testate, infatti, il Consorzio di tutela riterrebbe illegittima la vendita di Prosecco attraverso distributori automatici, poiché infrangerebbe il disciplinare che regola la produzione e distribuzione delle pregiate bollicine italiane (ciò ovviamente causato dall’assenza di un’etichetta che certifica il prodotto). Non è la prima volta, però, che la vendita di Prosecco avviene in modo strano: in passato, infatti, c’era già stata un’iniziativa come l’Ape Car. Un motocarro trasformato in bar mobile per servire Prosecco è la geniale idea che hanno avuto due amici inglesi: Ape e tante bollicine hanno permetto a Ben Broad e Joe Bruce di creare un vero e proprio business. La cosa che personalmente apprezzo maggiormente di questa iniziativa, non è tanto l’idea in se per se, quanto più il messaggio che c’è dietro: non servono degli investimenti esosi o grande personale a disposizione per creare un importante business, ma è importantissima la voglia di farsi conoscere, partendo magari da una festa e sagre di paese.

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