Mercoledì sera il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha pronunciato un discorso nel quale sono state annunciate le nuove misure di sicurezza adottate, più restrittive rispetto alle precedenti, ma probabilmente più efficaci per combattere la pandemia. È infatti stata definita tale la diffusione del COVID19, in quanto stanno aumentando notevolmente i casi di contagi anche in altri Stati, che non sembrano preparati ad affrontare l’emergenza sanitaria adeguatamente, data la sottovalutazione del problema.

Si cela dietro all’indifferenza la causa di un esponenziale aumento degli infettati, dietro chi nonostante i continui avvertimenti e le ordinanze ha continuato a vivere la propria routine senza il minimo interesse nei confronti della situazione attuale, spesso ammalandosi e mettendo di conseguenza a rischio coloro con cui era venuto in contatto.

È stato diffuso da medici, influencer e utenti sui vari social e in televisione l’hashtag #IORESTOACASA, eppure basta cercare quello opposto, #iononstoacasa, per rendersi conto di quanto l’ignoranza, che regna indisturbata nelle menti di alcuni, possa vanificare il duro lavoro di un’intera popolazione e soprattutto di tutti gli infermieri, i dottori, della protezione civile e di tutte le amministrazioni che si stanno spendendo per il bene comune, sacrificando le proprie abitudini e delle volte, negli ospedali, se stessi. “No, io non resto a casa. Nessuno può privare un libero cittadino della libertà di scelta. Nessuno può fermare un intero Paese per un virus di tipo influenzale. Non ci piegherete. Non ci fermerete. Noi usciamo!!!” lo afferma una signora su Facebook, evidenziando come c’è chi non sia a conoscenza della gravità della situazione e si permette di nuocere alla salute altrui. La dichiarazione della pandemia ha spaventato le persone e in panico spesso genera comportamenti irrazionali, ma forse il terrore psicologico è l’unico mezzo che è rimasto per impedire a chi continua a non adottare le misure di sicurezza, di ledere ad altra gente.

Ognuno deve fare la propria parte, altrimenti quella libertà tanto auspicata, non sarà che un’utopia, e il 3 aprile sarà solo la prima data di tante altre che verranno. Basta classificarla come una semplice influenza perchè non lo è, basta dire che muoiono gli anziani, perchè oltre a non essere vero, non è una spiegazione accettabile: il solo pensiero che uno dei numeri sulla lista nera dei contagi sia un proprio parente, un nonno, un genitore, un fratello, mette i brividi e ci terrorizza. L’importanza di una persona non si definisce nè con l’età né con il numero di patologie: ognuno merita di essere salvato e di poter riabbracciare i propri cari, dichiarando con orgoglio e sollievo di avere vinto il virus. Nessuno merita di essere su quel bollettino che ogni giorno aumenta a dismisura. Non possiamo essere noi a scegliere per gli altri, nè gli altri possono scegliere per noi. Basta a definire allarmismo inutile quella che è l’attualità: siamo in una situazione di panico, di pericolo, ben venga la prevenzione e le misure restrittive, l’informazione accurata e la consapevolezza. È questa la realtà e bisogna affrontarla, volenti o nolenti. Impegniamoci a fare il nostro dovere e a casa restiamoci veramente fin quando ce ne sarà il bisogno.

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