In questi ultimi giorni diversi giornali e siti web hanno riportato un servizio del 1969 fatto dall’istituto Luce con il fine di informare gli spettatori del servizio su una grave epidemia di influenza che, partita dalla Cina, era arrivata in Italia, aveva costretto a letto un italiano su quattro e causato cinquemila decessi. Il tono tranquillo e rassicurante, seppur non propriamente minimizzante riguardo il fatto, del servizio è stato contrapposto ai modi, a volte anche esagerati ed allarmistici, usati dai media per parlare dell’attuale Coronavirus. E’ lecito immaginare che l’epidemia di influenza del 1969 sia stata una notizia allora passata un po’in secondo piano ed etichettata erroneamente come una cosa “normale” che capita ogni anno. Senza dover per forza dare un’opinione su quale modo di dare la notizia sia stato migliore (anche perché bisognerebbe considerare che oggi ci sono molte fonti in più dalle quali ci si può informare), questo servizio fa sorgere una domanda: quanto i nostri pensieri sono influenzati dai mass media?

Grazie alla TV e ad Internet abbiamo in ogni momento la possibilità di informarci riguardo qualsiasi argomento e, non conoscendolo, assimiliamo ciò che leggiamo o vediamo. Il punto è che nessuna notizia può essere portata in modo completamente oggettivo, il pensiero di chi la riporta è raramente inafferrabile e ciò ci porta ad essere condizionati, a volte più, a volte meno, da esso. Questa, di per sé, non sarebbe una cosa negativa, ognuno dovrebbe essere libero di informare ed esprimere il proprio pensiero riguardo qualsiasi argomento, il problema si pone quando si cerca di incentivare a seguire un parere trascurando altri aspetti di una questione e quando si cerca volontariamente di distorcere la realtà, approfittando dell’ignoranza di chi viene informato o inventando notizie. I media (e chi, in generale, è in grado di influenzare l’opinione pubblica) dovrebbero sicuramente mantenere una buona fede e cercare di usare toni moderati nel dare le notizie, ma è altrettanto importante che chi si informa cerchi di conoscere quanti più punti di vista possibili, perché solo così si può sviluppare un’opinione personale.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2020 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account