In questi giorni giornali, telegiornali, social come qualsiasi mezzo di comunicazione sono monopolizzati da un solo argomento: coronavirus.

Un killer che sicuramente terrorizza la popolazione e di cui è bene parlare per ricordare continuamente come si può evitare di prenderlo, come si può aiutare i medici e il sistema sanitario a reggere a questo uragano che sta saturando la nostra sanità e disgregando la nostra comunità.

È dunque bene ricordare che le persone non sono nemici da cui guardarsi, ma anzi alleati contro un unico nemico.

Eppure così facendo ci stiamo focalizzando talmente tanto su questo unico problema da creare una tensione altissima, ormai sull’orlo della sostenibilità. È un problema grave è vero, ma se si rispettano le misure di sicurezza, che quindi si fa bene a ricordare, i decreti del governo, che dobbiamo rispettare per la nostra salute e quella altrui, non c’è bisogno di agitarsi, di correre nei supermercati e di sfidarsi a chi fa la spesa più grande.

Parlare solo di questo, in tutte le pagine, non aiuta. Le persone avrebbero bisogno di pensare ad altro, avrebbero bisogno di non vivere nel terrore, ma di credere, o di sperare come tutti, che questo passerà presto, ma non è possibile se ogni volta che accendono la televisione, aprono un social o leggono un giornale trovano sempre lo stesso coronavirus, poiché così facendo anche se tentano di tenerlo fuori dalle loro case con tutte le prevenzioni del mondo, se lo ritroveranno sempre dentro le loro teste. Tutto questo non è sano per la sanità mentale dei cittadini, già costretti in casa da giorni, che parlandone continuamente non vedranno una via d’uscita e quando ne saremo fuori sarà difficile per tutti tornare ai soliti ritmi.

Dunque il dovere dei mass media è quello sì di spiegare, dire cosa stiamo combattendo, dando fatti aggiornati non appena la scienza li appura, ed anche come combattere il virus, ma anche offrire ai cittadini un modo per evadere dai propri arresti domiciliari e di farli andare un po’ in giro per il mondo, tenendoli informati con tutto quello che succede al di fuori della loro porta senza dover mettere in ogni pagina il coronavirus.

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