Il coronavirus, chiamato anche covid-19 fa parte di una famiglia già conosciuta di sette virus, un gruppo che include la normale influenza ma anche la Sars che nel 2003 provocò un’altra grave epidemia ma circoscritta alla Cina, o la Mers diffusa dal 2012 nel Medio Oriente. Il gruppo coronavirus si chiama così per la sua forma che sembra essere una corona con le spine e comporta problemi respiratori ma non tutti della stessa gravità, la Sars era più grave del nuovo coronavirus e la Mers è più grave della Sars. Il coronavirus che ha colpito più di 90 Paesi in un mese e in particolare l’Italia è l’ultimo arrivato del gruppo, è nuovo perché non era mai stato tracciato prima ed è particolarmente contagioso, si stima che un infetto contagia almeno altre due persone. Esso è stato tracciato per la prima volta il 31 dicembre 2019 a Wuhan, città della Cina, successivamente poi diffuso in tutto il mondo fino a diventare una pandemia. In Italia, oggi 13 marzo, si contano ben 17.660 casi di persone che hanno contratto il virus, di queste, 1.266 sono decedute e 1.439 sono guarite, i soggetti positivi sono dunque 14.955. I pazienti ricoverati con sintomi sono 7.426; 1.328 sono in terapia intensiva, mentre 6.201 sono in isolamento domiciliare fiduciario. E’ ben chiaro a tutti che questo non è un semplice raffreddore bensì qualcosa di molto più grosso, per questo abbiamo sbagliato a sottovalutare la situazione inizialmente, ora ciò che dobbiamo fare è restare a casa per cercare di arginare il contagio.

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