Stazioni vuote, strade deserte, locali chiusi. È questo lo scenario portato dal Coronavirus, l’allarme sanitario che sta terrorizzando la popolazione mondiale. Partito dalla città cinese Wuhan negli ultimi mesi dello scorso anno, il virus ha già causato decine di migliaia di vittime. Noi italiani siamo particolarmente vicini a questo allarme, trovandoci nel secondo paese più infettato al mondo. Eppure siamo stati proprio noi, con i nostri problemi e le nostre difficoltà, ad isolare per primi il virus e a cercare di trovare un vaccino che lo uccida definitivamente.

Come già sappiamo, le contromisure prese negli ultimi giorni sono state molto rigide. Si è fatto di tutto per far capire agli italiani in quale situazione ci troviamo. Ma ancora non tutti hanno aperto i loro occhi. L’obbligo di rimanere a casa non sembra essere rispettato da molti, anzi sono tante le persone che, ritenendosi più svegli della malattia, hanno deciso di non seguire le normative. Sono proprio loro a mettere in difficoltà il nostro paese, a peggiorare la situazione già grave.

Eppure il Coronavirus porta ad una riflessione, o almeno dovrebbe. Come sappiamo tutti, la Cina ha spedito nell’ultima settimana un grande numero di mascherine e medicine all’Italia, per supportare la popolazione e fargli forza. Eppure noi, nei primi mesi di diffusione della malattia, li abbiamo accusati di aver liberato il virus e cacciati dal nostro Paese. Perciò è importante non fermarsi all’evidenza, analizzare ogni possibilità e soprattutto attenersi alle normative stabilite. Solo cosi tornerà la pace, in Italia e nel mondo.

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