Sono circa due mesi che il COVID-19 ha preso il monopolio di tutti i giornali e telegiornali, diventando il protagonista assoluto della gran parte delle notizie.

Specialmente dopo i numerosi contagi a Codogno, in Lombardia, tutti i notiziari non hanno smesso neppure per un giorno di riportare novità sull’andamento del virus. Ad ogni ora infatti, arrivavano nuovi aggiornamenti sul numero di contagi, sul numero di morti e di guariti e inoltre, non sono mancati servizi, spot durante le pubblicità, video di personaggi famosi, che davano informazioni sui modi di prevenire il contagio: come lavarsi le mani, stare un metro di distanza dalle altre persone etc.

Tutte notizie certamente utili, che, soprattutto all’inizio, davano l’idea di cosa stava succedendo in Italia e nel Mondo e di come potersi proteggere da questa minaccia.

Il modo in cui venivano riportate, però, avendo costantemente l’esclusiva su tutte le altre, credo abbia avuto un effetto indesiderato sulle persone che le leggono. Ad esempio il fatto di guardare un telegiornale ed essere bombardati dall’inizio alla fine, da servizi esclusivamente sul coronavirus, ogni giorno, può trasformare questa malattia, che ha un tasso di mortalità che oggettivamente non si può definire elevato (3.4% riscontrato in Italia, contro l’1% dei normali virus stagionali), nella testa degli spettatori, nella peste del ventunesimo secolo. Si crea cioè un fenomeno di allarmismo nella gran parte della popolazione, maggiormente nelle persone di età più matura, che si sentono minacciate più del dovuto.

Con ciò intendo dire che sì, informarsi è fondamentale, particolarmente per quanto riguarda la prevenzione, ma l’eccesso di informazioni può risultare opprimente, alla lunga fastidioso e, come in questo caso, può creare allarmismo inutile; poiché, malgrado questa epidemia sia diventato un grandissimo problema per l’economia e per la salute di tutto il mondo, non è instillando il panico nelle persone che lo si può risolvere. Per il motivo che, sebbene la paura, in una certa misura, è utile perché ci discosta da fare azioni stupide, il panico è proprio la causa della maggioranza dei nostri comportamenti autolesionisti in questi casi: come ad esempio, l’assalto ai supermercati in massa di qualche giorno fa, dopo il discorso di Conte dove dichiarava che tutta Italia era diventata zona rossa.

Perciò leggete e informatevi sull’argomento, ma fatelo in modo selettivo e intelligente.

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