Appaiono sui giornali, rimbalzano sui social e diventano l’oggetto del chiacchiericcio generale, ma di fatto non sono nemmeno delle vere e proprie notizie.

Novità, rilevanza e imprevedibilità sono tra le caratteristiche fondamentali che rendono tale una notizia, o almeno così sostengono i manuali sul giornalismo. Appunto per questo nell’ultima settimana, forse per una parziale mancanza di argomenti inediti da gettare nell’enorme calderone comunicativo testate giornalistiche e altri mezzi di informazione stanno proponendo sempre più notizie del covid19.

E non si tratta tanto del mettere sotto i riflettori dei casi individuali ma del proporre come freschi dei contenuti che sono ormai ribolliti, che hanno scarsa rilevanza o che erano del tutto prevedibili. O, magari, tutte e tre le cose assieme.

Un caso evidente di questo trend è il classico titolo giornalistico aumenta il numero dei contagi, o in modo del tutto equivalente l’accumularsi di ulteriori ospedalizzazioni, ricoveri in terapia intensiva e decessi di persone risultate positive al virus. Ormai è chiaro da giorni: la crescita del numero di persone coinvolte dall’infezione sta seguendo in modo terribilmente preciso un modello matematico esponenziale, che porta non solo ad avere ogni giorno numeri più grandi, ma anche a una progressiva accelerazione del ritmo stesso della crescita.

Certo, i numeri hanno già di per sé un proprio contenuto informativo, e anzi è importante restare aggiornati sui vari conteggi per rinfrescare nelle nostre menti l’urgenza e la necessità di mantenere comportamenti virtuosi e prudenti. Ma che i contagi siano “il numero più alto di sempre” non è una notizia.

Vediamola al contrario, in senso positivo. La notizia, quella buona e da gridare con grande soddisfazione, ci sarà quando l’attuale tendenza sarà invertita, nel senso eclatante che i contagi avranno finalmente iniziato a calare il ritmo, oppure perlomeno che la crescita avrà smorzato la sua corsa dal temibile incremento esponenziale verso qualcosa di meno ripido. È quella notizia che tutti spereremmo di poter dare ogni pomeriggio alle 18:00 dopo aver sentito le parole del numero uno della Protezione civile Angelo Borrelli, ma che al momento purtroppo non c’è.

Ancora più grottesca, a dirla tutta, è la questione dei guariti, ossia delle persone ex-positive che si sono negativizzate al test del tampone faringeo. Indovinate? Il numero dei guariti cresce ogni giorno, nella maggior parte dei casi battendo il record stabilito proprio il giorno precedente. Non serve un dottorato di ricerca in statistica, infatti, per accorgersi che ogni giorno il numero di guariti è sì in crescita, ma con valori molto inferiori rispetto al numero dei nuovi contagi. Dunque porre l’enfasi su quel dato sembra quasi un voler dare forzatamente una notizia positiva, quando invece chiunque stia attento alle cifre non può che dedurne il contrario, dato che il numero di infetti sta continuando a crescere.

In realtà l’aspetto positivo c’è, ma è un altro: quelli che noi contiamo sono solo i guariti tra chi era risultato positivo al tampone, ma è plausibile che ce ne siano molti altri tra gli asintomatici e tra coloro che manifestano sintomi lievissimi. Ricordando, poi, che la probabilità individuale di guarigione è mediamente superiore al 96%, e a seconda delle statistiche e della fascia d’età può arrivare anche oltre il 99%.

Ritengo quindi necessario rimanere aggiornati su quanto sta succedendo nel nostro paese per non prendere “sotto gamba” la situazione, proprio perché è molto seria e sempre più vicina a tutti noi. Però vorrei evidenziare come alcune notizie date da testate giornalistiche o tg vari siano superflue o aumentino, più di quanto ce ne sia, il panico tra la popolazione che prende d’assalto i supermercati. Detto ciò vorrei concludere dicendo che questa brutta e difficile situazione diventerà un ricordo, un triste ricordo, solamente quando tutti rispetteremo le precauzioni che ci sono state date per tutelare noi stessi e chi abbiamo vicino che magari soffre di problemi di respirazione e potremmo essere noi a trasmettergli questo virus e farlo stare molto male.

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