Diamo un senso a questo periodo, ora, con il modo di agire di ognuno di noi, senza rimandare al domani e lasciando da parte il nostro lato istintivo ed egoistico per far spazio al rispetto delle regole e soprattutto nei confronti di noi stessi e degli altri.

Un importante lezione si può trarre dal poeta latino Orazio, l’ingenium, ovvero quello che abbiamo dentro non è sufficiente, c’è bisogno anche dell’ars, della fatica, della costanza e di un’attenta formazione.

Il “carpe diem”, assume infatti i contorni di un colloquio avanti il mare in tempesta, raffigurazione attuale di un’Italia, di un mondo in difficoltà, che sta cercando il modo migliore per approdare al sicuro.

Questa ricerca della quiete, di un punto fermo, all’interno di un quadro conviviale si trova nel riparo degli affetti, la felicità è infatti raggiungibile nella misura in cui si riesce a capire il modo di vivere.

Attualmente non è facile rilevare una soluzione ma dei passi avanti si possono svolgere grazie alla scienza, la quale con il passare del tempo ha raggiunto alti livelli e un ruolo basilare.

La ricerca riuscirà a divenire la nostra ancora di salvezza, ciascuno deve riuscire a notare l’esistenza pur nella consapevolezza della morte e dello scorrere del tempo.

Questa consapevolezza deve trasparire nel nostro modo di vivere, per noi, per le nostre famiglie, per i nostri amici, per i nostri concittadini, per chi sta mettendo a rischio la propria vita per tentare di salvarne altre.

In questo viaggio difficoltoso, bisogna vivere del presente, in maniera razionale, traendo aspetti proficui riguardanti il nostro stare al mondo.

La ricerca non solo scientifica ma anche del nostro essere, ho compiuto 18 anni durante questo periodo di quarantena e, nonostante non ho potuto avere fisicamente vicine alcune persone che amo di più, credo che quel 25 marzo non solo lo ricorderò per essere stato il mio compleanno ma anche perché, in un contesto del genere, mi sono sentita ancora più responsabile e partecipe per contribuire, nel mio piccolo, al cambiamento.

È un protendersi verso l’altro, con i gesti, con gli sguardi e con le parole, un condividere i pensieri, un movimento ed un muovere di pensieri che è quel cogitare di cartesiana memoria, è un raccogliersi uno accanto all’altro, è un crescere con gli altri e per gli altri ed è un motivo in più per vivere veramente.

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