Le risorse non possono essere messe a disposizione solo in momenti di emergenza.

Questa pandemia ha fatto riscoprire all’uomo, in qualunque parte del mondo, l’importanza di molte cose che erano state messe in secondo piano, valori che sembravano inattuali e che ora appaiono fondamentali, come la necessità di operare scelte non per sé stessi ma per l’intera comunità. Ma il campo della ricerca medica è quello che è stato messo in risalto. Appare chiaro a tutti, in questo momento, che è necessario affidarsi completamente alla scienza e in particolare alla medicina, ma anche che in questi settori è indispensabile portare avanti una ricerca continua, non solo nei momenti di emergenza. L’Italia prima d’ora aveva investito molto poco, in questo come in altri campi scientifici; pur preparando ottimi medici e ricercatori, il nostro Paese ha trascurato negli ultimi anni il fattore economico, cioè non ha investito nella ricerca, spingendo tanti giovani italiani a trasferirsi all’estero per non subire anni di precariato. Ironia della sorte, proprio delle giovani precarie sono state protagoniste di importanti scoperte nella lotta al covid-19.

Inoltre la comunità scientifica internazionale, anche grazie alla globalizzazione, ha potuto e sentito la necessità di condividere le conoscenze acquisite, così che le peculiarità delle varie ricerche e stili di esplorazione della realtà che sono state portate avanti in tutto il mondo, sono confluite in una immensa banca dati. Insomma, mai come in questo particolare momento, siamo vicini a scoprire l’importanza della collaborazione internazionale.

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