La Fase 2 Coronavirus Covid-19 dovrebbe iniziare ufficialmente il 4 maggio. Tuttavia, ci sono alcune Regioni che hanno chiesto di ripartire prima di questa data: indicativamente, lunedì 27 aprile. In attesa delle linee guida definitive che saranno annunciate dal premier Conte entro questa settimana, si sa che le riaperture saranno comunque scaglionate in base alle tabelle dell’Inail atte a misurare il rischio per i lavoratori. Quanto agli esercizi commerciali e le aziende che potranno riaprire, ci sarà l’obbligo di autocertificazione per dimostrare di essere in regola con le nuove norme e misure per il contenimento del virus. Insieme alla riapertura scatteranno anche i controlli, e per chi non si sarà adeguato o non rispetterà le linee guida, il rischio è la sospensione della licenza o la chiusura dell’attività. Secondo il ministro Patuanelli, «Si può ragionare su una regionalizzazione delle aperture». Si sa, il lockdown per molti è stato, ed è, una condizione che ha messo a dura prova il sistema nervoso e lo stato psicologico. Per questo, medici e psicologi hanno suggerito di sottoporre un campione di italiani a un test psicologico per verificare quanto ha e sta incidendo a livello mentale il lockdown, e per quanto tempo ancora si sarà in grado di sopportare questa condizione. In base ai risultati, il Governo potrà anche decidere come saranno le prossime misure di contenimento per evitare che la situazione degeneri e diventi ingestibile. Per ciò che riguarda il nostro aspetto psicologico oltre che la fatica fisiologica di un nuovo processo di adattamento, dovremo fare i conti con una molteplicità di emozioni contrastanti. Da una parte il sollievo, dall’altra l’ansia e la preoccupazione. Niente ci potrà dire a breve che il pericolo contagio sia scampato, ed anche le modalità imposte sul distanziamento sociale, che proseguiranno, saranno lì a ricordarlo. Nello stesso tempo, il lento riprendere una parvenza di normalità avrà certamente un effetto benefico. La condizione di deprivazione vissuta lascia delle scorie, inevitabilmente. E sarà utile darsi un tempo per smaltirle, senza avere troppe aspettative e, meno ancora, troppa urgenza. La gestione del tempo soggettivo e il rispetto dello stesso è l’elemento fondamentale per una più semplice transizione da un tempo sociale sospeso ad un altro. Comunque parlando di negozi e aziende che vorranno ripartire nella Fase 2 dovranno garantire alcune condizioni imprescindibili. Lo faranno anzitutto con una autocertificazione, dove dichiarano di garantire il rispetto delle norme e delle prescrizioni imposte sulle dotazioni di dispositivi di sicurezza personale, la sanificazione degli ambienti, la presenza di un medico sul luogo di lavoro e tutte le altre regole diversificate a seconda delle filiere. Dovranno altresì essere garantiti turni per i lavoratori, ma si dovrà comunque privilegiare lo smartworking. Per le aziende del settore ristorazione, così duramente colpite da questi mesi di serrata, la luce in fondo al tunnel appare ancora lontana. Difatti, per bar e i ristoranti la riapertura si prospetta ancora distante nel tempo. Questo genere di locale pubblico presenta un livello di rischio elevato, per via dei possibili assembramenti. Per ovviare in qualche modo e cercare di evitare per quanto possibile una insanabile débâcle, il Governo sta valutando la possibilità di concedere l’erogazione del servizio da asporto – oltre alla già attiva consegna a domicilio. Nel caso dell’asporto varranno le regole in atto per gli altri esercizi commerciali già aperti, e basate sulla metratura del locali: in un locale di 40 mq, per esempio, attualmente possono essere presenti contemporaneamente due dipendenti e un cliente. Comunque sia, cosa ci attende il 4 maggio dipenderà dall’andamento dell’epidemia. E alla fine, più che noi, a decidere sarà proprio il virus. L’orientamento del Governo riguardo ai bambini sarebbe di allentare “un po’” sulle uscite. Forse i più piccoli si potranno portare al parco? Per ora tutto tace. Come ha riassunto il ministro della Salute Speranza “per ora riapriamo quello che fa Pil”. Così, ancora una volta, l’attenzione ai bambini e alle loro famiglie viene sostanzialmente messa da parte. Riguardo alla scuola, quasi impossibile immaginare di mandare bambini e ragazzi in classe prima di settembre, ma nel caso la ministra per le Pari Opportunità Bonetti ha anticipato che “probabilmente sarà necessario per i bambini indossare guanti e mascherine”. Per i dispostivi di sicurezza per le uscite ancora tutto tace. La titolare del ministero per le Pari Opportunità e la Famiglia si dice comunque favorevole al ritorno a scuola il più possibile anticipato e comunque sempre in sicurezza: “Se servono le mascherine, ci devono essere”. Le palestre potrebbero dover rimanere chiuse, almeno in un primo momento: nessuna data per le riaperture è stata ipotizzata. Per le palestre è probabile vengano introdotte misure più severe, come la continua pulizia e la sanificazione delle attrezzature e delle aree comuni, oltre al distanziamento di un metro, l’uso di mascherine e di guanti e il divieto delle attività e delle lezioni di gruppo. E infine: che estate sarà? Difficile dirlo, sicuramente surreale. Benché siano diversi gli stabilimenti balneari in tutto lo stivale che provano a immaginarsi soluzioni per il distanziamento sociale, come le paratie in plexiglass o zone delineate e separate, non sappiamo se nella Fase 2 che coinciderà con l’estate potremo andare al mare o comunque in vacanza. Insomma per questa fase 2 che ci sta aspettando e sembra avvicinarsi sempre più non sappiamo bene cosa aspettarci, molte sono ancora le domande che ci poniamo, e poche invece le risposte poiché davvero tutto questo ci sembra irreale e nessuno di noi sa bene a cosa andremo incontro.

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