È più di un mese che l’Italia intera è sotto quarantena e finalmente c’è un accenno di luce in fondo a questo tunnel in cui tutti ci ritroviamo. Alcuni vedono questa luce ad occhio nudo, mentre altri con il telescopio. Ognuno di noi sta avendo una percezione diversa del tempo trascorso e una percezione altrettanto diversa del tempo che manca alla fine di questa prima fase. Non solo, online si stanno sentendo le previsioni più disparate di come cambierà la nostra vita quando usciremo dal totale autoisolamento.

Indipendentemente da quali siano i miei pensieri nello specifico (in effetti alterno speranza e disperazione molto spesso, a seconda dell’umore), uno degli aspetti interessanti è proprio quello della vita nell’effettivo. Sicuramente ci stiamo inoltrando in una crisi economica di spessore altissimo, ma al di là di questo mi piacerebbe capire quali saranno le piccole cose che cambieranno la nostra quotidianità.

Purtroppo non riesco a fare previsioni chiare nella mia mente, ma temo che ciò che cambierà radicalmente sarà il nostro spirito, poiché parlare ad un metro di distanza con una mascherina non sarà mai come poter sentire il calore della persona con cui staremo chiacchierando.

Un grande timore è però l’incoscienza delle persone. Se finora sono state facilmente arginate e punite, col passare del tempo aumenteranno anche coloro che saranno tentati di uscire e si lasceranno andare, e credo che più proseguirà la quarantena, meno sarà efficace. Lo stesso discorso vale per la fase due che anche se dovesse avvenire molto presto, con troppe restrizioni c’è maggiore probabilità che vengano infrante. Allo stesso tempo però non si possono neanche limitare più di tanto poiché la quarantena in quel caso sarebbe stata inutile.

Altro grosso quesito di cui parlo spesso con mio padre, è se il mondo quando tutto questo sarà finito tornerà al modo di vivere del 2019, o se invece alcune accortezze o regole verranno apportate “per sempre”. Ciò mi spaventa, perché ovviamente la salute è l’aspetto fondamentale da tenere in considerazione nella vita, ma non potermi vivere i “migliori anni” della mia vita a pieno, dopo aver comunque assaporato un po’ “il mondo ante CoVid-19” sarebbe davvero terribile.

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