Normalità. È una parola su cui tutti quanti stiamo riflettendo oggi, aspettando impazientemente il momento in cui potremo ritornare ad uscire, a stare con i nostri cari, ad abbracciarsi senza aver paura delle conseguenze. In un periodo di grandissima crisi e paura, pensare alla libertà, al momento in cui tutto sarà finito, fa nascere una piccola speranza che per un attimo ci distrae da questa orribile realtà. Ma per quanto tempo dobbiamo ancora aspettare?

Una cosa è sicura: la ripartenza sarà graduale e controllata. Il Governo ha, da pochi giorni, dato il via alla Fase 2, che prevede la lenta riapertura delle attività principali. Nonostante le modalità di apertura non siano ancora chiare, i lavoratori di ogni azienda, per quanto piccola, saranno forniti del minimo indispensabile. Mascherine, guanti e soprattutto una grande forza di volontà, senza la quale sarebbe impossibile andare avanti. Ancora lontana sembra invece la riapertura delle scuole, che rientrano tra gli ambienti più pericolosi, in quanto prevedono l’affollamento di un gran numero di persone.

Anche io, come tutti gli altri, non vedo l’ora di poter tornare alla mia vita di tutti i giorni, a quelle azioni che prima mi sembravano tanto scontate. Tuttavia, sono sicura che, con l’arrivo dell’estate, l’affollamento delle persone sia qualcosa di impossibile da evitare. Solamente un’ottima organizzazione potrà far sì che le misure adottate negli ultimi mesi non diventino vane, e che l’allarme non prolunghi. La fine della pandemia dipende soprattutto da noi, da come decidiamo di agire. Se il prezzo da pagare per riavere una vita normale è quello di non poter passare l’estate in vacanza, allora sono ben felice di accettarlo.

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