Sono passati più di 45 giorni di quarantena, più di un mese e mezzo rinchiusi in una casa, tra quattro pareti che ormai abbiamo imparato a memoria. Facciamo sempre le stesse cose, in ripetizione. Abbiamo cambiato la nostra routine così in fretta e adesso la cambieremo altrettanto velocemente. In questi giorni si sta discutendo molto sulla cosiddetta fase due, ma in cosa consiste?
Sicuramente si procederà per gradi con una data chiave fissata dal governo per il 4 maggio. Una decisione presa dall’esecutivo guidato da Giuseppe Conte e dal parere espresso dalla task force guidata da Vittorio Colao. Il 27 aprile potrebbero ottenere il via libera a una ripresa anticipata tutte le attività con un rischio più basso di contagio, ma solo se già in possesso dei protocolli di sicurezza. Anche se il governo è orientato più su una via che non consente eccezioni. Il 4 maggio, come detto in precedenza, è la data chiave, dalla quale avranno il via libera alla ripresa le attività con indice più basso tra cui quelle del settore tessile e manifatturiero, costruzioni e commercio all’ingrosso. Sarà obbligatorio il rispetto di nuove misure di sicurezza, impartite attraverso obbligatori corsi di aggiornamento. Per i movimenti dentro il comune non sarà obbligatoria l’autocertificazione e saranno consentiti gli spostamenti tra comuni della stessa regione. Ci sarà una limitazione all’interno dei mezzi di trasporto pubblici che diminuiranno il numero dei posti, tariffe differenziate nelle diverse fasce per evitare ore di punta e ci sarà l’obbligo di uso della mascherina. Invece per il commercio al dettaglio si dovrà aspettare fino all’11 maggio. Questa data potrebbe essere significativa anche per parrucchieri e centri estetici i quali dovrebbero avere il via libera alla ripresa dell’attività, anche se si dovrà rispettare il rapporto di uno a uno (un operatore e un cliente) e tutti gli strumenti dovranno essere sterilizzati. I bar e i ristoranti saranno gli ultimi a poter riaprire, sicuramente si inizierà principalmente con un servizio d’asporto per poi aprire l’attività al cliente, ma dovranno avere cura del distanziamento dei tavoli di un metro. Per tutte le altre attività di aggregazione dove è più alto il rischio di trasmissione del virus, le date sono ancora da stabilire, ma sii pretendo che entro la fine dell’anno sia iniziata la fase tre, la riapertura totale dell’attività e il ritorno alla normalità.

 

 

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