Quando a settembre inizierà la scuola, anche se la curva epidemica scenderà, non potrà essere un ritorno tra i banchi in massa, visto che il virus continuerà a circolare anche nei prossimi mesi. Sul ritorno a scuola, si stanno immaginando tre differenti scenari a seconda dell’andamento dell’epidemia. Questi  tengono conto del fatto che gli ordini di scuola non sono tutti uguali, in particolare i bambini più piccoli hanno assolutamente bisogno di recuperare una relazione in presenza. Quindi nella Scuola primaria e nella secondaria di primo grado si pensa di poter avere la scuola in presenza, naturalmente riducendo i gruppi classe ma moltiplicando le attività, per esempio aggiungendo più musica, arte, sport e laboratori.
Per i ragazzi più grandi si prevede che una parte dell’attività sia comunque fatta in presenza, perché anche loro hanno bisogno di rientrare a scuola, però molto probabilmente in questo caso la didattica a distanza continuerà ad essere parte integrante del percorso scolastico, poiché si sono riscontrati risultati migliori rispetto alle scuole di grado minore. Gli alunni dovranno indossare la mascherina, andare in classe a turnazione e ognuno starà seduto da solo al proprio banco.
Ad oggi è impensabile avere delle classi di venti-venticinque alunni come prima della pandemia, pertanto l’ipotesi è quella di dividere le classi in gruppi di quindici ragazzi, che saranno seduti ad almeno un metro di distanza. Il docente farà lezione in cattedra, sempre nel rispetto della distanza di sicurezza, ma potrebbe avere al suo fianco una telecamera, per trasmettere la lezione in streaming con il resto della classe rimasto a casa.
Un’altra possibilità è quella di organizzare le settimane alterne per gruppi di ragazzi: la classe verrebbe divisa in due, chi in presenza e chi online, e la settimana successiva ci si alterna.
Per ampliare la disponibilità delle aule nelle singole scuole, si sta valutando la possibilità di creare nuovi spazi andando a dividere corridoi o aule più grandi: l’idea è quella di sfruttare pareti removibili che poi verrebbero tolte non appena sarà terminata l’emergenza.
Le direttive nazionali riguardanti il distanziamento sociale, l’uso delle mascherine e la frequente sanificazione dei locali comporteranno una serie di pesanti responsabilità che coinvolgeranno a livelli diversi ogni singolo Istituto, in primis il Dirigente scolastico: a lui l’onore di organizzare le entrate e uscite degli alunni e le presenze dei genitori per la consegna e la ripresa di questi ultimi; di pianificare il lavoro del personale scolastico per l’uso dei bagni, contingentando le presenze e organizzando gli orari, prevedendo anche soluzioni per situazioni imprevedibili dovute alle impellenti esigenze fisiologiche soprattutto degli alunni più piccoli. Dovrà essere organizzato un piano per i diversamente abili fisici e psichici. Difficile sarà il compito in presenza di questi ultimi, dovute alle difficoltà gestionali causate dal loro stato. Molto importante sarà il ruolo dei docenti, specialmente dei maestri che avranno a che fare con i più piccoli.
Rientrando in classe, è richiesto insomma un grado di responsabilità molto alto da parte di ciascuno, altrimenti si rischia di vanificare tutti gli sforzi fatti questi mesi.

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