A Settembre si prevede la ripresa dell’attività didattica nelle scuole, naturalmente con qualche restrizione. Si ipotizza quindi una didattica metà svolta in presenza e metà a distanza, ovvero mezza classe dovrà presentarsi alle lezioni della mattina mentre l’altra seguirà da casa come una “normale” DAD (Didattica A Distanza). Un’altra ipotesi era sempre di dividere le classi in due, una parte partecipante alle lezioni di mattina mentre l’altra al pomeriggio. Questa seconda mi sembra più azzardata, sia perché stravolgerebbe i comuni orari familiari e individuali (anche se, per questa situazione di emergenza, si può provare a fare qualche sforzo in più) sia perché sarebbe da richiedere ai professori e agli insegnanti di raddoppiare il loro lavoro, tenendo una classe alla mattina e l’altra il pomeriggio. Qualunque metodo si scelga, quello di dividere la classe, per quanto spiacevole possa essere, è una delle soluzioni migliori, perché permetterebbe di rispettare meglio la distanza tra alunni, poiché per ogni studente ci sarebbero 2 banchi a disposizione.

Ma un altro problema è quello della sanificazione. Ogni scuola dovrebbe infatti procurarsi il materiale necessario per disinfettare i banchi, i pavimenti e i luoghi comuni. Inoltre, nodo ancora più grosso, è l’affluenza degli studenti: infatti, sebbene dimezzati, gli alunni di una scuola superiore sono comunque un numero considerevole, che entra tutto insieme nell’arco di un quarto d’ora dalla porta principale. Per ovviare a ciò si potrebbero sfruttare, se presenti, le entrate secondarie o quelle d’emergenza, per evitare assembramenti all’orario di apertura; si potrebbero anche dare orari diversi, in modo che piccoli gruppi di studenti entrino ogni 3 minuti, per fare in modo che non stiano tutti appiccicati e stretti nell’atrio, aspettando di andare in aula. Ma anche così rimane un problema alla radice: per la maggior parte, gli studenti arrivano a scuola con mezzi pubblici, che non sono ancora in grado di garantire, a un gran numero di ragazzi che sale ogni mattina, abbastanza spazio per poter rispettare le norme.

La soluzione non si vede ancora e di sicuro non sarà semplice. Penso che si dovrà ancora una volta ricorrere agli sforzi comuni, tentando di convincere più ragazzi possibili a usare mezzi alternativi rispetto a quelli pubblici: un passaggio da un genitore che va a lavorare, una biciclettata o una passeggiata mattutina penso che saranno altamente consigliate se e quando riapriranno le scuole a settembre.

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