Prendere decisioni su un lungo periodo è sempre difficile, durante una pandemia ancora di più, infatti la ministra Azzolina ha sicuramente avuto molto lavoro da fare cercando soluzioni a tutti i problemi che la quarantena ha portato: quando e come tornare a scuola, come gestire gli esami di maturità e come garantire ai genitori che devono tornare al lavoro che i figli, soprattutto quando sono molto piccoli, abbiano un posto dove andare.
A tutte questi quesiti non è ancora stata data una risposta perché nessuno sa come la pandemia evolverà, se miracolosamente sparirà quest’estate o se per un altro anno saremo costretti ad indossare mascherine e guanti ovunque, come in questo periodo. Sicuramente per prendere decisioni è sempre meglio aspettarsi il peggio, per non rischiare di trovarsi impreparati. Ipotizziamo quindi che a settembre l’epidemia sia ancora in corso, anche se in forma ridotta, quindi tutti i milioni di studenti che dovranno tornare a scuola avranno bisogno che sia garantita la sicurezza a loro e alle loro famiglie. Le mascherine saranno necessarie, ma il problema più grande sarà mantenere le distanze -impossibile nelle classi a cui si era abituati- così una proposta è stata quella di far andare metà studenti a scuola la mattina e metà il pomeriggio, ma per farlo mancano gli insegnanti. Lasciare a casa metà studenti in videolezione, mentre l’altra metà lavora a scuola con i professori, se la situazione Covid-19 non migliorerà, sembrerebbe allora la soluzione più adatta alle esigenze di tutti.
Il rientro a scuola non sarà facile, se la situazione sarà ancora quella che c’è in questo momento e sarà necessario tornare alla vita “normale” muniti di mascherine e senza poter stare vicini. Probabilmente agli studenti mancherà questo, più di tutto: il contatto ravvicinato,la ricreazione, andare a prendere qualcosa da bere alle macchinette insieme e chiacchierare all’uscita da scuola. Quest’ultimo aspetto, insieme a quello dell’entrata, costituisce un’altra criticità. In alcune scuole le uscite, contando quelle di sicurezza, sarebbero sufficienti per fare entrare le classi in modo distanziato, o quasi; per gli edifici che non ne hanno la possibilità, si pensa di far entrare le classi scaglionate, una ogni quindici minuti. Questo metodo funzionerebbe solo in una piccola scuola di un paesino di montagna, dove c’è una sola sezione e quindi in un’ora tutti riuscirebbero ad entrare. Ma nelle scuole grandi, con dieci o più sezioni sarebbe impossibile: l’ultima classe entrerebbe a mezzanotte…. Dunque la vera soluzione resta una: sperare che con l’estate il Covid-19 si attenui tanto da poterci permettere a settembre di tornare in classe quasi come prima.
0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2020 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account