Confermato dalla ministra Azzolina, a settembre i bambini e i ragazzi di tutta Italia torneranno a scuola. Anche se i casi di Covid-19 stanno scendendo, tuttavia i timori non mancano, e si sta pensando a vari modi per svolgere le lezioni in aula garantendo il distanziamento sociale e la sicurezza degli alunni. La cosa importante è che quando i ragazzi torneranno a scuola, dovranno indossare le mascherine e cercare di stare ad un metro di distanza tra loro e i professori.

La ministra Azzolina ha proposto di alternare le ore di lezione tra la scuola e la didattica a distanza, ovvero metà classe farà lezione in aula, l’altra metà farà lezione da casa e viceversa. Da qui però sono nate delle problematiche. Bisogna dire che l’idea è in parte buona ma in parte può essere considerata troppo estrema, quando invece ci potrebbero altri modi per affrontare il problema. Basterebbe analizzare per ogni territorio la disponibilità di classi per ogni istituto scolastico. Ci potrebbero anche essere spazi semivuoti ed edifici antisismici non utilizzati che possono benissimo formare classi con un numero ridotto di alunni. Insomma più lavoro, soprattutto per i tanti insegnanti precari, meno spese per la didattica a distanza e scuole aperte, anche perchè in Europa alcuni Stati come la Francia e la Germania hanno riaperto gli Istituti Scolastici tenendo conto però del numero dei casi e del rischio Covid-19.

Per concludere, è opportuno spendere due parole sulla scuola ai tempi del Coronavirus. Prima del virus ogni ragazzo diceva sempre “che rottura la scuola”, che noia oggi tengo il compito”, ma questo periodo buio ci ha fatto capire che la didattica a distanza è molto più pesante, ma soprattutto non è scuola perchè anche se l’alunno riesce a vedere i suoi compagni comunque sembra che esso stia parlando con un oggetto, con il computer. Invece la scuola, quella vera, permette ai ragazzi di vedersi, di socializzare, ma soprattutto offre un futuro.

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