Chi si sarebbe mai immaginato che anche gli alunni più refrattari alla scuola ne avrebbero sentito la mancanza? Eppure il ritorno sui banchi è ora un momento universalmente atteso dagli studenti. Può sembrare un controsenso, ma se c’è una cosa che questo periodo di emergenza ci ha insegnato è proprio la nostra mancata gratitudine per la vita che conducevamo prima. Le lamentele erano all’ordine del giorno: non ho voglia di andare a scuola, uffa, mi tocca fare sta’ verifica, ma chi me lo fa fare di studiare… Tuttavia, gli istituti per cui provavamo tanto odio ora ci mancano. Questo per un motivo semplice, ma che non riuscivamo ad afferrare: la scuola, dopotutto, è quel periodo della nostra vita che ci forma per poter affrontare ciò che verrà successivamente. Non è solo studio, ci permette di fare nuove amicizie che potremmo portare avanti per il resto della nostra vita, la scuola è uno dei luoghi migliori per socializzare e stare in contatto con tantissime persone.
È il contatto che ci manca, anche quello con i professori. Le videolezioni hanno comportato aspetti positivi e negativi; tra questi ultimi, proprio l’assenza di fisicità. Ci si vede tramite una videocamera, che però non dà la sensazione di essere lì materialmente, è come parlare ad un oggetto inanimato. E questo aspetto non va sottovalutato. A settembre è prevista la riapertura delle scuole in Italia, e naturalmente bisognerà prendere le dovute precauzioni per evitare una seconda ondata di contagi; tale ripresa sarà dunque ben diversa da quella di ogni settembre.
Un metodo efficace per rispettare le norme ma garantire una maggiore mobilità è quello, già proposto, di alternare le lezioni a distanza a quelle in classe: pur tra inevitabili criticità, almeno il prossimo anno scolastico non verrà trascorso parlando ad un computer. Le classi, comunque , dovranno essere separate perchè troppo numerose, e la distanza tra un banco e l’altro sarà sicuramente di almeno un metro. Ci vorrà molto spirito di adattamento per considerare “normalità” un tale rientro a scuola!

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