La luna è ormai una tappa fissa per le esplorazioni spaziali, abbiamo già mandato sonde su Marte e Venere e si vocifera che l’essere umano stesso presto potrà mettere piede sul pianeta rosso.
Anche sulla Terra comunque la ricerca tecnologica e scientifica procede a passi da gigante: tra i protagonisti, il famoso imprenditore sudafricano Elon Musk che, insieme ad altre aziende e compagnie, sta portando avanti dal 2013 il progetto futuristico dell’Hyperloop, un treno che potrebbe raggiungere una velocità di 277 metri al secondo, vale a dire 1000 chilometri orari. Ma com’è possibile che si raggiunga una tale velocità senza che il treno deragli? Semplice, basta togliere le ruote. Il primo progetto infatti prevedeva che, tra il treno e le rotaie, venisse creato un cuscinetto d’aria, proveniente dal treno stesso, che permettesse di ridurre quasi al minimo l’attrito. Successivamente si è giunti alla conclusione che forse sarebbe stato più semplice (ed economico) utilizzare degli elettromagneti, che creassero un campo talmente potente da poter tenere alzato il treno, esattamente ad un centimetro dalle rotaie. Il secondo problema presentatosi al laboratorio dell’alta velocità è stato quello dell’aria, di cui si tende a dimenticarsi, perché è invisibile e leggera, ma non a quelle velocità, quando crea una grande forza d’attrito contro il treno e rischia di farlo sbandare a destra e a sinistra, mettendo a rischio l’efficienza dei super magneti, che potrebbero non bastare a mantenere il treno sulle rotaie. Per ovviare a questi inconvenienti, si è pensato a delle gallerie chiuse che permettessero sia di evitare ventate improvvise, sia di creare una sorta di vuoto al loro interno. Quindi, con questo simil-vuoto e i magneti che tengono rialzato il treno da terra, si potrebbe quasi arrivare all’utopica condizione dell’assenza di forze d’attrito, sia con l’aria che con le rotaie.
Per ora, il treno in funzione che si è più avvicinato alla velocità prefissata è il giapponese Maglev (Magnetic Levitation), che arriva alla velocità massima di 600 km/h. Tuttavia, i costi non sono quelli di un treno di linea qualunque, sia per la costruzione delle gallerie, sia per mantenerle sottovuoto sia per il raffreddamento delle rotaie, tramite l’elio liquido, che permette di raggiungere temperature di 20K, ovvero di -253,15°C. La nuova linea di Maglev, che collega Tokyo con Nagoya (circa 260 km in 40 minuti) e Osaka (circa 400 km in 60 minuti) verrà a costare circa 9000 miliardi di Yen, ovvero poco più di 73 miliardi di euro!
Per costruire anche una singola tratta di questo speciale treno serve dunque un ingente capitale e quindi un’azienda che investa sul futuro.
Ma questa specie di razzo in grado di toccare velocità fantasmagoriche troverà passeggeri disposti a mezzi più convenzionali ed economici, anche se meno veloci?
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