Spostarsi da un luogo all’altro a bordo di un treno supersonico che, grazie alla lievitazione magnetica, non tocca mai i binari e “fluttua” a velocità altissime. No, non è una frase tratta da un romanzo di fantascienza, ma una realtà molto vicina dato che dal 2030 potremo usufruire di un servizio del genere. Ma è davvero ciò che vogliamo? Il mondo in cui viviamo è già largamente globalizzato (si parla infatti di villaggio globale) e grazie a questo possiamo comunicare con facilità con persone lontanissime e le notizie si diffondono da un polo all’altro in pochi secondi. Ma lo diventerà ancora di più quando tra pochi anni potremo percorrere distanze molto lunghe in tempi davvero stretti. Tutte le distanze si annulleranno e potremo andare in qualunque posto in un “attimo”. Sicuramente o vantaggi sono innumerevoli, ad esempio si potranno dare supporti quasi immediati qualora accadano disastri ambientali o altri tipi di eventi catastrofici. Tuttavia viaggiando su questi treni che si muovono all’interno di tubi privi di attrito, verrà meno la possibilità di vedere come cambia il paesaggio fuori dal finestrino, ma soprattutto perderemo la bellezza del viaggio perché giungere in luoghi lontani non costituirà più un’esperienza eccezionale ma qualcosa di “scontato”, e a pensarci bene non credo ne valga la pena.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2020 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account