Un treno che possa viaggiare ai 1000km/h sarebbe sembrato pura fantascienza nel lontano 1825, quando venne inaugurata la prima locomotiva a vapore. Nell’arco della Storia però il progresso tecnologico ha corso veloce in tutti i campi e ogni epoca ha salutato con stupore e meraviglia le nuove scoperte.

Sicuramente un treno che possa condurci da Torino a Milano nel tempo di un caffè comporterebbe grandissimi vantaggi, che spaziano dalla mera comodità del passeggero al grande sussidio sanitario che garantirebbe (basti pensare a tutte quelle vite che in passato si sarebbero potute salvare se solo, ad esempio, un organo disponibile in un’altra località fosse arrivato in tempo al paziente malato).

Nella vita quotidiana però mi chiedo se tutto questo “andare veloce” non contribuisca a rendere la vita degli individui sempre più frenetica. La fretta e lo stress disumanizza l’esistenza dei singoli, che dovrebbe invece essere scandita da tempi più rilassati che lascino spazio anche alla riflessione.

Seppur consapevole che il percorso verso il progresso sia inarrestabile, per ora è ancora molto piacevole percorrere la tratta Torino-Milano in un lasso di tempo che ci permetta di leggere un buon libro che apra la nostra mente.

 

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