Ebbene sì, anche nel mondo degli scacchi le donne riescono a tener testa ai loro sfidanti uomini, che molto spesso le sottovalutano denigrandole con battute poco rispettose. Un esempio fra tanti può essere il campione di scacchi Anatolij Karpov che condannò con durezza le donne affermando che “non ci sono donne capace di diventare campioni del mondo degli scacchi perché nessuna è in grado di stare zitta per quattro ore di seguito”. Ma oltre lui altri campioni, come Fisher, le ritenevano non abbastanza intelligenti per eccellere.

Dunque come possiamo vedere le donne sono state molto condannate, ma a discapito di tutto qualcuna non molla, e infatti possiamo trovare campionesse, anche Italiane come Clarice Benini, che rimase orfana all’età di 15 anni. La donna morì poi uccisa da un vicino. O come Judit Polgar alla quale i genitori hanno insegnato a giocare a scacchi sin dall’asilo.

La recente serie Netflix “La regina degli scacchi” racconta poi proprio la battaglia di una giovane donna che nella sua storia personale raccoglie un po’ quella di tutte le donne che si sono messe in gioco in questo mondo un po’ misogino.

Tutte queste campionesse, a mio avviso, dimostrato proprio il contrario di quanto alcuni uomini sostengono, dimostrando loro di poter essere anche migliori.

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