Nelle ultime settimane sta spopolando sulla famosa piattaforma Netflix, la miniserie televisiva intitolata “The Queen’s gambit” e tradotta in italiano come “La regina degli scacchi” che narra la vita di una ragazzina rimasta orfana la quale, appassionatasi di scacchi, grazie alla sua perseveranza e genialità, riesce a scalare le classifiche mondiali e diventare campionessa assoluta, uno scacco dopo l’altro. La storia e ricca di colpi di scena e tratta temi profondi e tuttora molto discussi: la dipendenza dalle droghe, l’alcolismo e primo tra tutti il forte divario tra uomini e donne che ancora oggi, purtroppo, è molto ampio. Sebbene secondo la logica uomini e donne dovrebbero essere considerati sullo stesso piano e degni degli stessi diritti, al giorno d’oggi non è così. Le donne continuano a ricevere stipendi inferiori rispetto agli uomini, anche se il lavoro compiuto è lo stesso; per ruoli di rilievo, soprattutto di tipo manageriale, vengono ancora preferiti gli uomini alle donne. E sembra assurdo ma anche lo Stato contribuisce ad aumentare il gender gap: l’esempio lampante è che le lamette per rasare la barba sono considerate un bene di prima necessità, e sono quindi tassate al 4%, mentre gli assorbenti non sono ritenuti tale e perciò l’IVA è al 22%. Come si può notare la strada è ancora lunga e sono molte le cose che attualmente devono mutare. E’ incredibile quanto la nostra cultura sia poco aperta ai cambiamenti, dal momento che tuttora ci sono persone che si indignano per le legittime richieste da parte del genere femminile di uguaglianza e, attenzione, non di superiorità nei confronti del genere maschile.

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