Una ventina di anni fa si sognava un futuro al limite della fantascienza, un mondo in cui umano e robotico si sarebbero trovati a convivere e avrebbero intrecciato le stesse relazioni sociali. Oggi, c’è chi direbbe “purtroppo” e chi invece “per fortuna”, le due parti si trovano in stretta relazione, ma ancora non perfettamente interscambiabili. I robot, grazie alla cosiddetta intelligenza artificiale (IA), sono in grado di riconoscere i vari aspetti della realtà, interagire con essa e, pertanto, aiutare l’uomo semplificandone alcuni compiti, come pulire la casa, lavare i piatti o leggere un intero giornale. Tuttavia, affinché l’IA non finisca per prevalere su quella umana, si sta rivelando sempre più necessario educare i giovani e istruirli sulle nuove e più recenti innovazioni tecnologiche, che non si limitano più al campo del coding, dell’imaging virtuale e del digitale, ma si estendono alla diretta e fisica interazione con l’uomo. Un esempio da prendere in considerazione è la nascita di un ristorante giapponese nella capitale lombarda che sostituisce dei robot ai camerieri. Se da un lato questo è sintomo dei passi da gigante che la tecnologia sta compiendo, dall’altro potrebbe significare la disoccupazione per molte persone e sicuramente la mancanza di un rapporto umano piacevole e divertente, come lo è sempre stato, tra camerieri e clienti. In Italia vi è una scuola media, con sede a Modena, che si occupa, dallo scorso ottobre 2020, di integrare al normale curriculum un percorso didattico innovativo, volto proprio ad approfondire la conoscenza dell’intelligenza artificiale e della scienza dei dati. Infatti, siamo tutti d’accordo che la vita umana, con un robot al suo fianco, risulti semplificata in certi suoi aspetti e, proprio per questo motivo, la corsa all’innovazione è tuttora inarrestabile, ma è bene che non venga privata della bellezza della pluralità di interazioni tra persone umane di cui è sempre stata ricca. Immaginare un futuro in cui i robot sono i nuovi maestri e i nuovi professori appare spaventoso, ma è allo stesso tempo possibile che, negli anni, attraverso la messa a punto di tecnologie sempre più sofisticate, questo possa diventare la nuova realtà e quindi sia approvato dai più. Si rimane però fermi nella convinzione che alcuna voce robotica sarà mai in grado di reggere il confronto con quella umana, così ricca di sfumature, emozioni e giochi di tono.

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