Più che come ci cambia la pandemia, direi, come ci ha già cambiati!
Durante la prima ondata, l’arrivo inaspettato dell’epidemia, ha interrotto la quotidianità, ha costretto all’isolamento e alla convivenza forzata in spazi ristretti e per molti ha coinciso con l’esperienza diretta della malattia e del lutto.
Tuttavia è la seconda ondata quella che sta mettendo più alla prova la maggior parte delle persone dal punto di vista psicologico.
I sintomi dell’angoscia , della tristezza e della depressione si sono aggravati in molte persone: molti fanno fatica a dormire, c’è chi stenta a uscire di casa, chi fa fatica a concentrarsi e chi ha delle crisi di rabbia. Poi ci sono i sintomi più gravi come la depressione, l’ansia o la dipendenza da alcol o altre sostanze.
Personalmente mi fa fatica progettare il futuro, tutto mi sembra precario e imprevedibile; voglio anche essere ottimista ed avere la speranza che questa esperienza ci insegni a valorizzare le cose importanti.
Lo scorso anno a Natale pensavo magari a ciò che avrei ricevuto per regalo, quest’anno conta la nonna ,gli zii, i cugini, che sono preziosi e non poterli abbracciare è la cosa che mi rattrista di più.
Sono convinta però che prima o poi torneremo alla normalità e tutto questo sarà un brutto ricordo che da grande racconterò ai miei nipoti.

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