Con l’incombere del Covid-19 tutti noi purtroppo siamo stati costretti a cambiare le nostri abitudini. La nostra vita oramai è diversa, oserei dire rivoluzionata. Questo lo possiamo vedere tutti, dai più grandi ai più piccolini. Agli adulti è venuto in aiuto lo smart working, un nuovo metodo, già esistente ma poco diffuso, per continuare a lavorare nonostante la pandemia. Gli studenti invece hanno potuto sperimentare un diverso tipo di scuola, la didattica a distanza. Prima la scuola era un luogo dove poter imparare, dove poter relazionarsi e crescere insieme ai propri amici e compagni. Adesso è semplicemente un insieme di lezioni virtuali dove ci si collega da casa propria, lontani da tutti. Non ci sono più le ricreazioni, le discussioni in classe, i momenti di allegria.

 La nostra vita è cambiata perché siamo dipendenti da internet, dai grandi colossi. I server Google smettono di funzionare per qualche ora e sembra la fine del mondo. 

Sono cambiati anche gli interessi di tutti noi. Negli anni scorsi le parole con il numero più alto di ricerche erano Sanremo, Giro d’Italia, Olimpiadi, Europei, Elezioni, Joker, Governo. Quest’anno in cima alla classifica troviamo coronavirus, contagi, nuovo dpcm e protezione civile, termini a dir poco ambigui in confronto a quelli precedenti. Tutto questo dimostra quanto sia aumentata la paura e l’ansia tra la popolazione. 

Ormai tutto è cambiato, ed è inutile piangere sul latte versato. Non torneremo mai come una volta, quindi l’unica cosa che ci rimane da fare è sperare che questo cambiamento sia per noi positivo e che ci porti ad essere delle persone migliori di come lo eravamo prima. Anche se a volte la speranza è una brutta bestia.

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