La legge sul cosiddetto “revenge porn”, è stata approvata il 17 luglio 2019. Revenge porn o pornografia non consensuale, in poche parole, significa diffondere in rete immagini o video sessualmente espliciti. Questo termine è nato in Inghilterra, appunto per indicare la diffusione non consensuale, di solito per vendicarsi, di foto intime dell’ex convivente. Questo reato viene messo all’interno della Sezione III del Codice penale, dedita solamente ai delitti che riguardano il “revenge porn”. Di recente l’Accademia della Crusca ha suggerito di utilizzare la parola “pornovendetta” per indicare questo reato. L’Accademia ha pensato a questo termine per far in modo di non utilizzare termini provenienti da altri paesi; oltretutto, sempre secondo l’Accademia, il termine “revenge porn” verrebbe già utilizzato da molti quotidiani e da gestori situati nel web. Terminando il discorso sui vari termini con cui viene chiamato questo reato, va puntualizzato che questo fenomeno è stato individuato per la prima volta negli Stati Uniti d’America. Per quanto riguarda le modalità di esecuzione, il contenuto pornografico di solito viene caricato sui profili social della vittima, oppure viene pubblicato in vari siti web a tema, spesso istigando le persone che visualizzano a condividere queste immagini o video. Succede anche che questi dati vengono inviati a familiari, amici o colleghi di lavoro della persona offesa.

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