Il revenge pron è una violenza e un’umiliazione nei confronti delle donne. Questa violenza consiste nel condividere via web immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate, ma se scambiare foto o video intimi con il proprio partner è normale, ricondividerle con gli amici è reato che dall’agosto del 2019 è punibile con multe fino a 15mila euro, pena che può essere aumentata nel caso in cui a condividere questi materiali siano partner o ex partner della vittima.

L’ultima notizia vede come protagonista una maestra di Torino vittima di revenge porn da parte del suo ex che ha condiviso le loro immagini e video privati nella chat con i propri amici del calcetto. La maestra oltre ad aver subito una violenza e un’umiliazione è stata anche colpevolizzata per aver mandato foto intime. Un altro fatto che al giorno d’oggi stupisce è che il filmato è stato visto anche dalla moglie di uno dei componenti della chat che, invece di mostrare solidarietà alla vittima e denunciare colui che ha diffuso queste immagini, ha pensato bene di mostrare tutto alla dirigente dell’asilo dove lavorava la ragazza, la quale immediatamente è stata licenziata. Vittima doppiamente per una colpa mai compiuta.

Viviamo in una società che insegna alle donne a difendersi e a ‘’curare le ferite’’ provocate da un abuso al posto di insegnare agli uomini a non abusare, e noi purtroppo non facciamo nulla per evitare che questo accada. Gli uomini raramente vengono giudicati sulla base della loro libertà sessuale, mentre il revenge porn è un’arma di distruzione della reputazione delle donne. La cosa che colpisce di più inoltre è che la maggior parte di questi commenti vengono fatti da donne che giudicano altre donne. Si sentono spesso infatti commenti poco carini, gettati solamente da un fattore estetico nei confronti di altre donne che vengono appunto giudicate poco di buono basandosi sul loro modo di vestire, sul loro modo di interagire con gli altri o semplicemente per invidia. Se manca la solidarietà femminile, in un momento storico come questo, non raggiungeremo mai i nostri scopi né cambieremo le cose per noi e per le future generazioni.

Il problema è culturale ed è profondamente radicato nella nostra società. Anni di lotte e manifestazioni per avere diritti pari agli uomini e nel 2020 ci sono ancora soggetti che invece di accusare il colpevole se la prendono con la vittima. Questo è uno dei tanti episodi di revenge porn che si stanno manifestando in un periodo di storia in cui la solidarietà in tutto e per tutti doveva essere alla base di ogni cosa. Inoltre non facciamo l’errore di spostare la colpa e magari, oltre che alla vittima, darla anche alle piattaforme digitali. Quello che si muove sui social è il riflesso, nella maggior parte dei casi molto chiaro e nitido, dei valori dominanti della società. Una società pervasa dalla maschilità egemonica dove il corpo della donna continua ad essere visto solo in funzione del desiderio maschile, diventando un prodotto di consumo per gli uomini.

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