Con l’aumento dei social aumenta anche la richiesta di dati personali dalle compagnie proprietarie dei social stessi, con grandi preoccupazione per chi ne fa uso: dopo grandi scandali, come quello della Cambrige Analytica che usava dati degli utenti senza il loro permesso, non si sa se fidarsi di queste richieste.

In questo contesto ecco giungere le nuove regole informative sulla privacy proposte da WhatsApp, una delle applicazioni messaggistiche più utilizzate nel mondo: gli utenti che non accettano le nuove regole sulla privacy delle chat non potranno più usare l’applicazione.
Il timore è che, con il nuovo aggiornamento, chat private vengano esposte e che non rimangano qualcosa di privato tra te e l’interessato; pare comunque che europei e britannici saranno più garantiti, mentre gli utenti fuori dall’Europa vedrebbero la loro privacy più a rischio.

Ma perché grandi app come Instagram, Twitter ecc. hanno bisogno di questi dati? Secondo molti, il motivo principale sarebbe quello di è cercare in un certo modo di controllare la popolazione capendo cosa interessa a più persone, per poi sapere cosa suggerire di comprare o di visualizzare. Essendo gratuite nel loro utilizzo, per guadagnare le app si fanno sponsorizzare da diverse compagnie cui garantirebbero i dati di utenti ingenui.

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