PRIVACY FATIGUE

La privacy è spesso un elemento sottovalutato, infatti è emerso, da uno studio pubblicato da Kaspersky Lab, che circa un utente su tre ha dichiarato di non sapere come proteggere del tutto i propri dati online. Al giorno d’oggi nove utente su dieci dichiarano di essere online più volte al giorno, quindi possiamo trarre la conclusione che ormai Internet sia diventato essenziale per la maggior parte dei cittadini. La “privacy fatigue” è il vivere sempre sotto pressione, con una sensazione che terze persone possano approfittare delle nostre informazioni personali e che qualsiasi tipo di resistenza verso questo fenomeno sia completamente inutile. È stato appurato che ormai la maggioranza avrebbe rinunciato e perso quasi del tutto l’interesse a tutelare proprie opinioni, attitudini, orientamenti; questo fatto ha comportato un senso di inadeguatezza nei confronti delle questioni relative alla privacy e quindi anche del comportamento di chi naviga online, infatti circa un quinto di coloro che lo fanno ha ammesso di non compiere nessuno sforzo ulteriore per la protezione dei dati, per esempio non cancella regolarmente la cronologia di navigazione e non blocca le funzioni di monitoraggio online. L’unico modo per togliere dalle nostre vite la “privacy fatigue” è monitorare in modo costante il nostro mondo dei social: è necessario avere una lista di tutti i propri account e controllare se i dati sono diventati accessibili agli altri utenti.                                   

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