La crisi del governo, inaspettata in una fase di emergenza, è stata causata da Matteo Renzi, leader del nuovo partito liberale e centrista Italia Viva, dopo la sua fuoriuscita definitiva dal PD, assieme ai parlamentari della corrente da lui capeggiata. Questi esponenti politici hanno agito in modo da indurre il premier Conte a rassegnare le dimissioni al Colle, dopo i suoi numerosi tentativi di mantenere una salda maggioranza. 

Infatti, prima del 26 gennaio, giorno delle dimissioni, il premier si è visto costretto a chiedere la fiducia alle Camere, per conteggiare i parlamentari che avrebbero potuto sostenerlo. La fiducia è arrivata. Tuttavia, i numeri hanno dato vita ad un governo di minoranza, ottenuto con la maggioranza relativa. Dunque, Conte non ha avuto altra scelta che dimettersi, in quanto l’operato delle Commissioni, nell’ambito di un governo di minoranza, avrebbe rischiato di fare un buco nell’acqua, cioè di non vedere accolti i propri provvedimenti.

Tutto ciò è anche legato al fatto che il ministro della giustizia Bonafede avrebbe dovuto presentare in Senato una riforma della giustizia, che non avrebbe trovato il voto di approvazione di Italia Viva

Ma facciamo il punto. Nel periodo di crisi che stiamo vivendo, il popolo italiano avrebbe necessario bisogno di un solido punto di riferimento. La guerra politica e partitica rappresenta, invece, un ulteriore ostacolo da superare. E, a tal proposito, bisogna almeno riconoscere al Pd il tentativo strenuo di difendere, in modo sempre molto chiaro e trasparente, la sua posizione: i problemi vanno discussi e risolti, senza crearne di nuovi.

Le ipotesi possibili, comunque, su ciò che potrebbe accadere sono le seguenti:

– la formazione di un governo dei “responsabili”, con parlamentari che forniscano il loro sostegno esterno al governo attuale;

– un nuovo governo Conte, che includa Italia Viva e riprenda le trattative con Renzi (questa ipotesi è più improbabile, poiché ormai la negoziazione con il partito renziano sembra essere compromessa);

– potremmo essere sorpresi da uno scenario in cui Conte trovi l’appoggio dell’opposizione, quindi del centrodestra, che però, in questo caso, dovrebbe ricompattarsi;

– Mattarella potrebbe affidare la formazione del Governo ad una nuova figura politica;

– la strutturazione di un governo istituzionale, capeggiato da un commissario esterno al mondo politico, che si ponga alla guida di un comitato tecnico, incaricato di proseguire la lotta alla pandemia;

– l’indizione di nuove elezioni. Questa soluzione si valuterebbe se, e solo se, non si riuscisse a realizzare nessuna delle formazioni a cui si è fatto riferimento sopra. 

E cosa dire di noi? La popolazione dell’Italia è disorientata di fronte all’incoerenza politica e teme per il proprio futuro, di fronte agli scenari desolanti della crisi economica e sanitaria. Possiamo, dunque, solo augurarci che il buon senso e lo spirito umanitario abbiano il sopravvento su tutto. 

 

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2021 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account