Ultimamente un solo personaggio è sulla bocca di tutti ed è Mario Draghi. Già conosciuto ai più per le sue importanti azioni passate, prima fra tutte l’aver salvato l’Euro nel 2012 dalla crisi del debito sovrano europeo, è una delle personalità economiche più stimate al mondo. Pochi giorni fa è stato convocato da Mattarella per creare un nuovo governo, a seguito della dichiarazione del Presidente della Camera Roberto Fico dell’impossibilità di ottenere una maggioranza. Se anche Draghi dovesse fallire sarà la Ministra degli Interni Lamorgese a portare il Paese alle elezioni anticipate, anche se, come lo stesso Mattarella ha dichiarato, l’Italia non può permettersi ora, nel mezzo di una pandemia e con il Recovery Plan da definire, di bloccare l’attività politica fino a giugno. Ma se “Super Mario”, come viene affettuosamente definito, ci riuscirà, diverrà il maggiore esponente di un nuovo governo probabilmente prevalentemente tecnico, formato cioè da alcune personalità dotate di competenze specialistiche e di prestigio ma indipendenti dai partiti politici. Nella storia della Repubblica italiana vi sono stati solamente altri tre governi tecnici, presieduti da Ciampi, Dini e infine Monti. La domanda che ora ci si pone è se questo governo sarà solamente tecnico o anche politico. Tra le personalità più probabili (come Marta Cartabia alla Giustizia, Roberto Gualtieri con l’aiuto di Fabio Panetta all’Economia, Carlo Cottarelli agli Affari europei, Ilaria Capua alla Salute) solo poche però sono politiche.

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