Il nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, laureato alla “Sapienza”, economista, accademico, banchiere e dirigente pubblico, certamente sostenuto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è riuscito a formare una squadra tecnico-politica, con i rappresentanti dei partiti politici, che hanno aderito alla maggioranza istituzionale e la presenza di otto tecnici, sette dei quali sono nuovi rispetto al precedente esecutivo. A questi, va aggiunta Luciana Lamorgese, ministro dell’Interno, confermata quindi alla guida del Viminale. Un atto sicuramente complesso, giacché l’Italia si è trovata a far fronte ad un dibattito politico stagnante e farraginoso.

Possiamo, dunque, dire che Draghi sia riuscito ad arrivare ai suoi obiettivi e che sia pronto a ricoprire un incarico sicuramente complesso ma, nello stesso tempo, consolidato da spinte favorevoli.

Gli otto tecnici nel nuovo Governo si occupano di materia pubblica e finanziaria, con particolare attenzione alla transizione digitale e a quella ecologica e di diritto costituzionale europeo (Marta Cartabia), mete che è necessario raggiungere, a prescindere dalle imposizioni dell’organizzazione sovranazionale dell’UE.

Tuttavia, rimangono ancora problemi da risolvere: la gestione e la destinazione dei fondi del Recovery fund, ma soprattutto i metodi da attuare per affrontare le questioni sociali ed economiche dell’Italia del futuro.

Inoltre, il nuovo ministro della Ricerca e dell’Università, Cristina Messa, vanta una lunga carriera tra Atenei e Medicina; e ancora, il ministro all’Istruzione, Patrizio Bianchi, in sostituzione della discussa Lucia Azzolina, dovrà puntare alla centralità della scuola come reale fattore di promozione della crescita personale e sociale. 

Con molta determinazione, Draghi ha posto le fondamenta del nuovo gruppo, che appaiono solide, e probabilmente sarà il “fermo perno” dell’esecutivo.

Tra i quindici ministri di provenienza politica si riconferma, alla Salute, Roberto Speranza, che dovrà portare avanti la battaglia contro la pandemia e promuovere l’attuazione di un piano vaccinale capace di fronteggiare anche le varianti del virus.

La scommessa di Draghi si potrà realizzare, a medio e lungo termine, rispetto alle sfide da affrontare. Passi avanti se ne faranno. Progresso e crescita. Nella vita, a volte, bisogna essere risoluti e impassibili. 

«E` vero, Draghi?»

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