Una settimana impegnativa questa, che si concluderà molto probabilmente venerdì 12 con il giuramento da parte del professor Draghi, che ha preso in mano un Paese non solo fragile, ma molto di più. Soprannominato Super Mario già da tempo e sicuramente non a caso, dovrà occuparsi della crisi economica, del lavoro, della sanità, di quella scolastica. E ancora, dell’immigrazione e della riforma pensionistica, argomenti assai delicati e controversi anche a causa delle opinioni dei vari partiti, esempi lampanti Lega e PD, che si incontrano nei corridoi di Palazzo Chigi. Questi i nodi principali da sciogliere, e la coesione sociale, che il Covid ha fatto scomparire, l’obiettivo ultimo. È un governo nuovo quello che l’ex presidente della Banca Centrale Europea sta cercando di portare in vita, con un rinnovato bisogno, diverso da quelli che hanno caratterizzato l’esecutivo negli anni scorsi, di competenze che sicuramente non si possono trovare nella politica, tanto che si vocifera di un modello Dini ’95, composto quindi solo da tecnici delle varie aree, senza personalità politiche o leader di partito. Scopriremo i piani di Draghi fra qualche giorno, ma, nel  frattempo speriamo si appelli a quella massima che l’ha reso famoso nel luglio del 2012, all’inizio del suo mandato alla BCE: “whatever it takes”. 

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2021 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account