A fronte della diffusione del Coronavirus, il Giappone è stato una delle poche nazioni ad aver mantenuto un andamento dei contagi regolare e controllato, affrontando la situazione in modo eccellente. Nonostante i dati demografici attestino che la popolazione giapponese sia pari al doppio di quella italiana, nel paese nipponico i deceduti affetti dal virus sono stati un tredicesimo rispetto a registrati in Italia. Risultato imprevedibile, considerando l’elevato numero di anziani, tra i più colpiti dal Covid-19, e la vicinanza della nazione con la Cina, luogo di origine dei primi focolai. In aggiunta, il governo giapponese ha imposto poche restrizioni agli abitanti, tra cui la chiusura delle scuole e di altri luoghi pubblici a rischio di assembramenti, ancora prima dello scoppio della piccola ondata nel paese. Nel compenso, sono stati concessi spostamenti con mezzi di trasporto pubblici e la libera partecipazione a karaoke o altri luoghi di svago. L’arma vincente, grazie alla quale i giapponesi stanno fronteggiando il virus, è la loro cultura: la popolazione era già abituata all’utilizzo delle mascherine dalla diffusione dell’influenza spagnola e della SARS-CoV; in Giappone è tradizione salutarsi chinando leggermente il capo, evitando contatti diretti con gli altri individui e, inoltre, l’atteggiamento assunto dai giapponesi è pacifico e rispettoso nei confronti delle autorità statali. L’autocontrollo, lo stile di vita ligio e educato degli abitanti si sono rivelati dei veri antidoti, mediante i quali si auspica che il Giappone possa considerare al più presto questa situazione solo un lontano ricordo.

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