Il Giappone si trova a circa 4000 km di distanza dalla Cina, l’Italia a 10000 km. Ciò farebbe pensare alla popolazione nipponica come a una delle maggiormente colpite dell’epidemia del coronavirus, ma non è così. Anzi, in confronto all’Italia, può vantare 88.000 morti in meno. Il motivo di ciò è da ricondurre alle tradizioni comportamentali dei cittadini giapponesi. Come ci insegna il luogo comune, infatti, i Giapponesi sono famosi per la loro disciplina, che li porta rispettare in maniera ferrea le leggi del proprio Stato. Senza scendere in valutazioni di tipo morale, questo aspetto è senza dubbio la migliore qualità che una comunità, nella sua interezza, possa possedere. In periodi di emergenza come quello vissuto nell’ultimo anno è fondamentale che tutti i cittadini rispettino le norme igienico-sanitarie imposte dallo Stato. Gli abitanti del Giappone, sia perché più disciplinati, sia perché già abituati ad indossare la mascherina quotidianamente, hanno saputo affrontare l’emergenza del Covid-19 in maniera lucida ed efficace, e il risultato dei loro sforzi si è ripercosso positivamente sulla salute dei cittadini.

Probabilmente, se in futuro dovesse ripresentarsi una situazione del genere, anche l’Italia risponderebbe più sollecitamente perché già abituata a rigide, ma necessarie, imposizioni statali, come l’utilizzo quotidiano della mascherina. E’ interessante che in questo momento la letteratura nipponica sia in testa alle classifiche mondiali. Forse dovremmo prenderli ad esempio.

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