L’epidemia di Covid-19 ha interessato l’intero pianeta, ha coinvolto numerosissimi paesi e ciascuno di questi ha adottato differenti misure anti-contagio per contrastare la diffusione della nuova malattia. In alcuni stati il virus non ha causato enormi danni, il numero di deceduti non è risultato essere più di tanto sconvolgente, in altri stati, invece, il numero di morti è talmente alto che crea tuttora grande preoccupazione. Non è il caso del Giappone che ha contato soltanto 420000 casi di contagio e appena 7000 morti a confronto dei 95000 morti dell’Italia. A questo punto ci si chiede come sia possibile che il bilancio dei deceduti in Giappone sia nettamente inferiore a quello italiano se, geograficamente parlando, il Giappone si trova davvero vicino alla Cina, stato da cui tutto è iniziato e da cui il virus si è diffuso. Le risposte possono essere molteplici.
Per prima cosa bisogna evidenziare il fatto che il Giappone sia un arcipelago di isole e ciò permette al governo del paese di controllare con maggiore facilità le frontiere, ovvero porti o aeroporti evidentemente più semplici da chiudere per evitare che gli stranieri contagiati entrino nel paese, piuttosto che avere migliaia di chilometri di confine terreno com’è nel caso dell’Italia. A maggior conferma, si possono prendere in considerazione i luoghi che hanno registrato pochissimi casi di Covid-19: è il caso delle principali isole del Pacifico, della Thailandia, della Nuova Zelanda, dell’Australia e di molte isole della Polinesia.
In secondo luogo bisogna soffermarsi anche sulla vita comune degli abitanti di Giappone e Italia. È ormai noto che questo nuovo virus si trasmetta per contatto diretto con le cosiddette “goccioline di respiro” di una persona infetta, e questo avviene nel momento in cui le persone sono ad una distanza molto ravvicinata. Nella cultura giapponese la popolazione è sempre stata abituata ad utilizzare, non obbligatoriamente, delle mascherine, inoltre non ha mai avuto l’abitudine del contatto fisico tra le persone. In Italia invece la mascherina non è mai stata di uso comune, anzi, prima della pandemia quasi non si era a conoscenza della sua esistenza, la si utilizzava principalmente in ambito medico e quindi negli ospedali. Oltretutto la cultura dell’Italia è fondata su baci e abbracci tra amici, conoscenti, ma anche tra sconosciuti. In questo modo il virus trova vita facile più in Italia che in Giappone. L’uomo, inoltre, non riesce a cambiare le proprie abitudini in breve tempo ed è per questo motivo che ancora adesso gli italiani faticano ad uscire dalla pandemia; nonostante siano in vigore precise norme, è ancora complicato per loro indossare istintivamente una mascherina oppure rinunciare a baci e abbracci…

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