L’Italia è da lungo tempo nota come la patria di grandi fumettisti, tanto quanto la Francia e il Belgio, ma negli ultimi anni si è notato che sempre di più questi talenti italiani cercano lavoro all’estero, chi appunto in Francia o in Belgio, chi negli Stati Uniti o in Giappone e chi in Cina e Corea, Paesi emergenti nel mondo del fumetto. Questa è stata da molti definita come una vera e propria “fuga di matite” o “fuga di pennelli,” ed è un fenomeno con varie cause. Vi è una tendenza generale per i giovani italiani a cercare impiego all’estero a causa della situazione di crisi del nostro Paese, a cui si aggiunge la mancanza di investimento nel settore delle arti in Italia. Inoltre, in un mondo globalizzato, è sempre più difficile avere successo come fumettista indie locale, soprattutto scrivendo in lingua italiana, a causa del monopolio dei colossi del fumetto come DC e Marvel, motivo per cui molti giovani fumettisti tendono ad andare a cercare lavoro presso di essi. Risulta quindi estremamente importante incoraggiare l’eccellenza italiana, sia a livello governativo, sia a livello di singoli. Ora come ora in Italia, nonostante tutto, ci sono svariati fumettisti con pubblicazioni stupende, spesso anche sperimentali e all’avanguardia, che meritano molta più attenzione.

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