Le fotografie non catturano solo gli attimi scelti, ma con essi anche un insieme di emozioni e ricordi, che ci permettono spesso di rivivere alcuni momenti con un’incredibile vividezza, sentire nuovamente i suoni e i profumi, ripercorrere i pensieri e le sensazione; esse hanno il potere di trasmettere storie di vita e testimonianze di eventi vissuti. Quando non riusciamo a servircene come strumento per ricordare e rivivere vecchie esperienze, allora le usiamo per sognare, immaginare che cosa possa essere accaduto in quell’istante, come ci si è arrivati e come esso ha contribuito a ciò che è capitato in seguito; cerchiamo di immedesimarci nelle persone ritratte, di entrare nelle loro menti e nei loro cuori, provando a simulare i loro stati d’animo e a vivere per un solo secondo la vita altrui. 

Molte volte diamo per scontato che le immagini che percepiamo corrispondano alla realtà delle cose ma, la percezione costituisce sempre una lettura interpretativa delle stesse.  L’uomo, infatti, non è un osservatore oggettivo e neutrale. I nostri cinque sensi sono, pertanto, indispensabili per capire il mondo che ci circonda, ma la percezione non consiste soltanto nell’uso dei sensi: essa è  un processo mentale attivo nel quale le sensazioni vengono integrate con idee, ricordi ed emozioni che fanno parte della  nostra storia personale. E Christopher Anderson ha ben espresso questo pensiero : “L’unica cosa che veramente mi interessa in fotografia è l’emozione e il sentimento…tutto quello che va oltre, è solo un trucco.”  La fotografia cattura lo spirito della fugacità e della realtà: è allo stesso tempo la più autentica e la più facilmente distorta capsula del tempo.

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