“Un’immagine vale più di mille parole” affermava il filosofo cinese Confucio nel lontano VI secolo a.C. e, nonostante siano passati più di millecinquecento anni, questa frase viene ancora ricordata per la profonda verità che racchiude. Dal 1800 poi l’“immagine” ha assunto un nuovo significato, quello di “fotografia”. Questa innovazione ha radicalmente modificato il modo con cui gli uomini si rapportano con il mondo: gli individui sono stati posti di fronte a una realtà più ampia e complessa, fino ad allora sconosciuta. Hanno potuto conoscere il mondo dalla loro piccola abitazione. Come afferma il blogger di Quotidiano.net, Andrea Bonzi, la nostra Storia è racchiusa in foto significative che raccontano un determinato momento storico. Dalla foto del miliziano colpito a morte di Robert Capa durante la guerra civile spagnola a quella dei lavoratori seduti a pranzare sull’Empire State Building in costruzione, da quella del bacio tra l’infermiera e il marinaio alla fine della seconda Guerra Mondiale a quella dell’impronta dello stivale di Neil Amstrong sulla luna, da quella della ragazza afgana di Steve McCurry a quella della Beatles sulle strisce di Abbey Road, da quella della caduta del muro di Berlino fino ad arrivare alla foto dell’infermiera accasciata sul computer durante l’epidemia di Covid19. La lista, però, potrebbe continuare, dal momento che sono moltissimi gli scatti spontanei e talvolta anche imperfetti che hanno segnato la Storia dell’umanità. La potenza della fotografia è incommensurabile: permette ogni giorno di ampliare gli orizzonti e le conoscenze umane, trasformando il mondo in un grande museo di fotografia di cui ognuno può essere visitatore.

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