Fin dalla sua invenzione, la fotografia non ha avuto il solo scopo di rappresentare graficamente un paesaggio o un evento, ma di prenderne e congelarne un attimo, insieme a tutte le emozioni e le sensazioni a lei collegate. È questa la vera forza segreta della fotografia: tramite un’immagine sblocca tutti i ricordi relativi alla persona, al luogo, all’occasione in cui è stata scattata. Immagini storiche come il bacio tra il marinaio e l’infermiera, la caduta del muro di Berlino o anche la più recente foto del bambino che strappa la mascherina al medico non hanno un grande impatto a livello grafico, come può essere un bel paesaggio, ma racchiudono un grande valore simbolico che può essere compreso solamente conoscendo il contesto. Prendiamo ad esempio la foto dell’uomo che colpisce con un martello il muro di Berlino. Se le mostrassimo ad un bambino, molto probabilmente non riuscirebbe a capire cosa significhi: sarebbe soltanto l’immagine di un uomo che colpisce un muro con un martello e non trasmetterebbe alcun tipo di sensazione o emozione. Se però la andiamo a mostrare ad un adulto, che magari ha anche partecipato di persona all’evento, questi probabilmente ne ricaverà un’emozione. E allora come possiamo spiegare la differenza di reazione tra i due, nonostante l’immagine sia la stessa? La risposta la troviamo in una frase di J. W. Goethe: “L’occhio vede ciò che la mente conosce”. Il bacio tra il marinaio e l’infermiera trasmette la felicità dopo la fine della Seconda guerra mondiale, l’impronta dello scarpone sulla Luna rappresenta l’incredibile traguardo raggiunto dall’umanità e ricorda la celebre frase di Neil Armstrong al primo passo sulla superficie lunare, e la più recente fotografia del neonato che cerca di strappare la mascherina al medico che lo ha appena fatto nascere è divenuta simbolo della speranza per la fine di questa terribile pandemia. Alla fine, la fotografia ha l’obiettivo di catturare e congelare nel tempo un’immagine, e lo scopo di ricordare eventi, trasmettere emozioni e infondere speranze. Citando Isabel Allende: “Una bella fotografia racconta una storia, rivela un luogo, un evento, uno stato d’animo, è più potente di pagine e pagine scritte.”.

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