Che l’arte visiva sia potente, non è una novità: sin dall’antichità è stata la migliore espressione dello stato dell’essere umano, prima attraverso la pittura, poi, in tempi più recenti, grazie alla fotografia. La cattura di attimi che non si ripeteranno più identici nel flusso della Storia, spesso è più efficace di documenti o testimonianze dello stesso periodo. Rappresenta un istante reale, a cui è facile credere: obiettivi veri che si atteggiano spontaneamente, che non si muovono in funzione del fotografo. Proprio perché sembra così attendibile, semplice è utilizzarlo per influenzare le persone, costruendo “istanti falsi” o lasciando vedere solo ciò che si vuole veramente divulgare. È da qui infatti che nasce l’espressione “Verità fuori fuoco”, in cui si riconosce che, spesso, le foto più vere sono le meno perfette dal punto di vista tecnico. Non per questo il valore simbolico delle foto costruite è da sminuire, ma certamente è da interpretare in modo differente, soprattutto nel caso siano state create interamente da un computer.
Ad ogni scatto corrisponde una storia, gioie e dolori di un’epoca, che anche se catturati in modo non del tutto spontaneo, come nel caso della fotografia “progettata” dove i soggetti appaiono in posa, rappresentano una condizione reale dell’umanità, da affiancare sicuramente al contesto storico in cui si collocano. Ad ogni immagine può essere certamente associato un testo, che però non rimarrà mai impresso quanto la stessa: esplicitare le sensazioni e le emozioni che l’arte visiva trasmette non sempre è una scommessa vincente, anzi rischia di impoverire la polisemia del prodotto fotografico.
A causa della potenza della fotografia, incrementata oggi come mai per via dei media, è semplice essere manipolati da questo mezzo, talvolta difficile da screditare e all’apparenza sempre attendibile. Una lama a doppio taglio: se da un lato può donare emozioni, racchiudere significati, spiegare meglio di un lungo testo e rimanere nella memoria, dall’altro tutto questo può nascere da un inganno mimetico.
Concentrandosi sugli aspetti positivi di quest’arte, molteplici sono gli esempi di attimi perfetti, catturati e ora rappresentativi di una situazione storica, come il bacio tra l’infermiera e il marinaio a Time Square a fine Seconda Guerra Mondiale, i bambini vietnamiti che corrono in seguito alle bombe sganciate sul loro villaggio o i ragazzi al Muro di Berlino. Anche oggi gli scatti non mancano, dal più recente catturato in Birmania, a quello raffigurativo di quest’ultimo anno di pandemia, con l’infermiera caduta addormentata sulla tastiera di un computer. Le foto con l’avvento dei cellulari abbondano, ma non tutte rimarranno a “copertina” della loro epoca storica: in un collage di attimi, ci sarà sempre un istante comune che tutti saremo in grado di rivivere attraverso una foto.

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