La crisi dei quotidiani in Italia non è una notizia recente ed è indubbio che l’avvento dei social media abbia contribuito drasticamente al loro declino. Per molte ragioni infatti, sempre più persone preferiscono informarsi sui social o non informarsi proprio. Questo causa molti problemi: è ormai risaputo che gli utenti online tendono a scegliere e leggere post, articoli e informazioni selezionate dall’algoritmo su misura per loro, creando quindi delle cosiddette “bolle”, dinamica che alimenta la polarizzazione tra vari schieramenti politici e ideologici e di certo non favorisce un dibattito informato, in particolari quando i temi sono complessi e importanti. E non solo, recenti inchieste e scandali, come quello di Cambridge Analytica, hanno dimostrato come sia facile per grandi colossi pubblicitari o personaggi politici comprare spazi su misura per persone sicuramente interessate, e quindi “comprare il loro interesse”. I giornali, garanti di una divulgazione completa, corretta e seria, sono in questo modo rimpiazzati e delegittimati: i primi a subire questa situazione sono i cittadini stessi, meno e peggio informati, e conseguentemente il dibattito pubblico e politico.

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