Le odierne democrazie non possono fare a meno dei media. La comunicazione tra politica e cittadini avviene infatti, in larga prevalenza, attraverso di essi. Se si volesse fare un confronto tra la società mediatica e quella della Grecia classica, sarebbe possibile notare come tale nostra società sia alla pari dell’agorà greca. Infatti, in entrambi i casi il sistema politico si definisce democratico, perché permette la libera formulazione e diffusione di preferenze politiche attraverso l’uso della libertà di associazione, pensiero e di comunicazione. Pertanto, sulla base di questa libertà si sono sviluppati i media e i social che oggi noi tutti utilizziamo. Tuttavia, è fondamentale che la in una democrazia i media vengano controllati, per evitare che la loro carica di informazione diventi disinformazione. Appare, dunque, evidente che debba sussistere un’adeguata distanza tra media e sistema politico, poiché numerosi sono i casi in cui i primi rivendicano un atteggiamento di attacco nei confronti del governo. Il compito dei giornalisti di fronte a ciò, quindi, risulta essere quello di “soffocare” lo scandalo, “inventando” talvolta le notizie, oppure semplicemente riportando quelle che i gruppi politici fanno pervenire ai media stessi. Risulta sempre più importante saper distinguere tra le notizie vere e quelle false, in modo da prevenire i fraintendimenti, i quali possono portare i gruppi politici a rivaleggiare tra di loro più di quanto già non facciano. Infatti, è bene tenere a mente che i media e i social sono piattaforme di scambio, condivisione e espressione, non luogo di gratuita invettiva condanna. 

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