Il Medio Oriente è uno dei luoghi, o forse il luogo, in cui più emergono le disparità tra uomo e donna. Ciò accade poiché, nonostante l’enorme ricchezza dei Paesi arabi, il retaggio culturale è strettamente legato all’ islamismo nelle sue forme più letterali ed estremiste, e l’emancipazione femminile viene troncata sul nascere.

 

Ciò di cui noi occidentali veniamo a conoscenza circa la società araba, ed in particolare riguardo I diritti femminili, ci arriva molto spesso tramite uomini, che non nascondono la situazione poiché per loro è semplicemente la normalità, il modo in cui le cose vanno.

Questa è la differenza che ostacola maggiormente il raggiungimento della parità di genere, rispetto alla maggior parte del resto del mondo in cui i passi da fare sono ancora molti ma sono tutti causati da mancanza di empatia, convenienze economiche e diseducazione.

 

L’avvento dei social potrebbe essere stato la chiave per uscire dall’isolamento in cui le donne arabe si trovano poiché, come in ogni ambito, conoscere permette di agire, reagire e vincere, e l’accesso a tutto il mondo potrebbe amplificare la voce delle attiviste per i diritti.

 

Nonostante ci sarà sempre un gap tra ciò che noi donne italiane ed europee riusciremo ad ottenere, e ciò che accadrà in Medio Oriente, io credo in un possibile cambiamento e miglioramento a favore della parità di genere, che riuscirà prima o poi a convivere con una visione dell’Islam più moderata ed attuale, ma senza snaturare l’essenza di una cultura così lontana dalla nostra.

 

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