Nel Medio Oriente la condizione della donna non è per niente felice: gli innumerevoli passi in avanti che sono stati fatti in Europa e in molte altre parti del mondo non hanno convinto i paesi orientali a seguire quelle stesse orme.
A prova di questo fatto, dall’Arabia Saudita, paese ricchissimo grazie alle risorse petrolifere, sono state mandate delle richieste alle scuole guide europee con lo scopo di assumere delle donne in grado di valutare le future patentate.
Dal 2018, le donne dell’Arabia Saudita hanno ottenuto il diritto di mettersi autonomamente al volante e serve qualcuno che spieghi loro come approcciarsi alla guida. Il problema sorge quando, nel Paese in questione, dove vige la cultura islamica, le donne non possono stare a contatto con altri uomini. Per tale ragione, occorrono nuove donne, già addestrate, che insegnino loro a guidare.
Sembra quasi un’assurdità che per le strade islamiche, fino a tre anni fa, ci fossero solo uomini. In Italia non c’è mai stato questo problema, le donne hanno da sempre percorso le strade con i loro veicoli, sin dall’invenzione del motore. E’ un motivo d’orgoglio per il nostro Paese non aver mai “chiuso le strade” alle donne, sia metaforicamente che di fatto, ma c’è ancora molto da fare per ridurre il Gender Gap.

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